


Città del Messico, oltre ad essere la città più inquinata del mondo, è, sicuramente, una delle più grandi e popolate.
Attualmente, infatti, si calcola che il numero degli abitanti arriva a superare i 23 milioni.
La popolazione è caratterizzata da una netta distinzione tra la gente benestante, i “ricchi”, e i poveri, i quali vivono in condizioni molto umili o spesso anche per strada. Distinzione, in questo caso, però, non è anche sinonimo di separazione, e, di questo, se ne può rendere conto chiunque si trovi per le strade di questa città.
Malgrado sia altamente sconsigliato da qualsiasi guida turistica e, in secondo luogo, dal buonsenso, se, ipoteticamente, ci trovassimo a passeggiare per le vie di Città del Messico, noteremmo subito una particolare distribuzione, assai diversa rispetto a quella che saremmo portati ad immaginare.
Se prendessimo ad esempio una qualsiasi città del Brasile, vicino al Messico per area geografica e condizioni di vita, potremmo facilmente notare che la sua configurazione si può semplificare e potrebbe essere vista come una netta suddivisione in scomparti: esiste una zona residenziale, una zona adibita agli uffici, una zona per le scuole, una zona per gli acquisti, effettuati rigorosamente in centri commerciali, e via dicendo…
Ai suoi margini, abbiamo poi le cosiddette “favelas” ossia quartieri con altissima concentrazione di povertà e delinquenza.
Città del Messico è all’opposto.
Possiamo immaginarcela, infatti, come una vera e propria mezcla[1] : si passa facilmente da una via caratterizzata da ville e case di proprietà, ad una composta da baracche, semplicemente svoltando l’angolo.
E’ proprio per questa sua caratteristica peculiare, che anche la gente benestante, al contrario della maggior parte di noi, convive tutti i giorni con i più poveri ed emarginati e sa quali sono realmente le condizioni in cui vivono.
Proprio per questo motivo, in tutti i licei della città, il servizio sociale è concepito come materia ed è inserito nei programmi scolastici.
A questo scopo, infatti, il liceo INHUMYC aveva intrapreso un progetto di solidarietà per aiutare los niños de Villalpando.
Tornando ad analizzare la popolazione messicana della capitale, si potrebbe facilmente distaccare che più della metà di essa è composta da gente povera, la quale, a malapena possiede un “tetto” dove vivere.
Inoltre, non è tutelata dal Governo, ma è lasciata in balia di se stessa, senza nemmeno potersi permettere né l’istruzione di base né l’assistenza sanitaria.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che, in Messico, esiste una netta prevalenza di cliniche private e, avendo queste ultime costi molto elevati, possiamo immaginare che la gente, che a malapena riesce a guadagnarsi i soldi per mangiare, non possa permettersele.
E’ proprio a causa di questo abbandono che spesso “sorgono” veri e propri quartieri totalmente abusivi.
Inizialmente, i poveri trovano questi luoghi disabitati e desolati e decidono di accamparsi; poi col tempo, costruiscono sorte di abitazioni con i materiali che riescono a reperire per, infine, istallarsi sul luogo definitivamente.
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