domenica 16 dicembre 2007

Com'è nata l'idea

Nel corso dell’anno 2005, io e due amiche abbiamo deciso di partire assieme per vivere, e condividere, questa esperienza di vita a noi nuova, durante la quale avremmo dovuto improvvisarci maestre d’asilo per aiutare, o almeno questa era l’idea iniziale, le “maestre” che insegnano in questa struttura chiamata “Asilo di Villalpando”.

E così, il 1° Febbraio 2006 siamo partite…

Ma perché proprio Città del Messico ?

Un salto nel passato…

Nel marzo 2002, grazie ad un progetto attivato due anni prima, tra il liceo linguistico A. Manzoni e un liceo di Città del Messico, el “Instituto de Humanidades y Ciencias” (INHUMYC), ho avuto l’opportunità di partecipare ad un intercambio culturale attraverso il quale ho potuto conoscere e avvicinarmi alla realtà messicana, a me quasi totalmente sconosciuta fino a quel momento.

In quel periodo, il liceo INHUMYC portava avanti un progetto di solidarietà (progetto comparte-t) per aiutare “los niños de Villalpando”, ossia i bambini che frequentano l’asilo di Villalpando, situato in un quartiere molto povero della città, conosciuto come “Los Hornos” di Santa Ursula, non lontano dal quartiere dove si trova il liceo stesso.

Gli aiuti raccolti dall’INHUMYC (sia dal corpo docenti, sia dalle famiglie degli studenti) consistevano principalmente in soldi, alimenti o materiale scolastico e venivano consegnati regolarmente alla direttrice dell’asilo, la Signora Ramona, in occasione delle visite periodiche fatte da quegli studenti volenterosi che decidevano di passare alcuni pomeriggi con quei bambini o di dare una mano per la sistemazione della struttura stessa.

Durante il nostro breve intercambio, durato infatti solo due settimane, era prevista una visita a questo asilo per poter conoscere da vicino l’altra faccia di quella città immensa: la faccia della povertà.

La prima impressione è stata di grande tristezza e desolazione:

vedere le condizioni in cui vivono quelle persone e quei bambini ti lascia incredulo, senza parole.

Per la realtà che siamo abituati ad avere sotto gli occhi quotidianamente è impensabile che al giorno d’oggi ci siano persone costrette a vivere come quella povera gente, e vederlo con i propri occhi è molto più impressionante che vedere un servizio al telegiornale perché, per quanto duro e reale che sia, il suo messaggio arriverà sempre distante, estraneo.

Ma la cosa che davvero mi ha sorpreso è la loro forza d’animo e la voglia di andare avanti.

Per questo motivo, una volta tornati in Italia, con l’aiuto fondamentale del nostro professore di spagnolo, abbiamo deciso di fondare un gruppo di solidarietà per cercare di raccogliere fondi e aiutare il più possibile questi bambini, gruppo del quale io e le mie amiche con cui ho intrapreso il viaggio, facciamo parte.



(tratto da "Villalpando:storia di una speranza" di Festa Viola)

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