mercoledì 19 dicembre 2007

I bimbi




L’età dei bambini è compresa tra i sei mesi e i 6/7 anni.

Fin da piccoli sono abituati a badare a se stessi e ai fratellini minori e possiamo affermare che siano, in un certo senso, più svegli rispetto ai bambini italiani della stessa età. Questo non è certo per sminuire i nostri piccoli connazionali e non è un discorso basato sull’intelligenza.

Quello che si vuol trasmettere è il peso della responsabilità che questi bambini acquisiscono fin da subito, essendo destinati a cavarsela da soli in molte situazioni.

Dobbiamo prendere in esame, inoltre, un altro dato fondamentale. Come abbiamo appreso nel paragrafo precedente, l’età media dei genitori è molto bassa; considerando che la loro società, per carenze sociali e culturali, è un tipo di società chiusa e conservatrice, possiamo affermare con certezza che lo stesso destino toccherà anche ai loro figli. Questo vuol dire che, essendo questi bimbi destinati a diventare molto presto, a loro volta genitori, è necessario che apprendano fin da piccoli, come accudire un neonato. A questo proposito, capita spesso di vedere una bimba di soli tre anni, tenere in braccio con sufficiente disinvoltura, una creatura di appena tre mesi.

Inoltre fin dalla tenera età di due anni, viene insegnato loro a riconoscere i propri vestitini, i propri giochi e persino il loro spazzolino da denti. Questo insegnamento, al fine di renderli responsabili, è legato ad esigenze di natura pratica: dati i pochi soldi di cui dispongono le famiglie per comprare le cose necessarie ai figli, non potrebbero permettersi di comprarle una seconda volta, gli oggetti in questione devono, quindi, essere conservati con molta cura e attenzione.

Oltre a questo, i bambini apprendono il rispetto per se stessi e per gli altri. Vengono insegnate loro l’importanza di essere puliti e ordinati sia a scuola che in casa e, cosa fondamentale, le maestre cercano di trasmettere loro l’amore e l’affetto che, purtroppo, non ricevono nel nido familiare.

Come detto, esiste nella comunità, un 40% di donne e bambini maltrattati dal padre di famiglia.

I bambini soggetti a queste violenze gratuite, non conoscendo altre realtà, crescono apprendendo la violenza come componente essenziale della vita quotidiana.

Convinti di ciò, a scuola emulano i comportamenti visti assumere dai genitori, con la conseguenza che picchiano gli altri bambini.

Il compito delle maestre, in questo ambito, è proprio quello di insegnare loro che la violenza è sbagliata.

La maestra è, quindi, una figura molto importante per il bambino: rappresenta l’autorità, ma al tempo stesso anche un punto di riferimento e di conforto.

I bimbi, infatti, sanno che all’interno dell’asilo sono protetti e rispettati.

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