domenica 16 dicembre 2007

La vita di Doña Ramona


Attualmente, chi si occupa di gestire e organizzare tutto quello che accade all’interno dell’asilo, è proprio una delle sue fondatrici:la Señora Ramona.

Questa donna, a prima vista, può apparire come una persona schiva e forse un po’ burbera…

Ma, in un secondo momento,ci si rende conto che è una donna dotata di grande forza, una donna che non si arrende e riesce ad andare avanti dopo tutta la sofferenza che è riuscita a sopportare nel suo passato, una donna la cui speranza è ancora viva…

Ramona Rivas Cordera è nata il 31 agosto del 1948. Nacque da genitori molto giovani ed entrambi orfani di madre. La vita di Ramona è sempre stata molto sofferta in quanto era soggetta ad una continua carenza d’affetto: la madre, infatti, spesso la maltrattava e la picchiava anche più di tre volte al giorno. La sua infanzia è stata difficile e priva di momenti di spensieratezza e di gioco: alla tenera età di 6 anni, era costretta a badare ai fratelli minori e a svolgere qualche lavoretto presso i vicini per guadagnarsi un taco. Pensava, infatti, che se non avesse disturbato la madre chiedendole da mangiare, le avrebbe voluto bene. A 7 anni inizia a lavorare in una locanda e un giorno, pulendo un tavolo le entra una scheggia in un dito, il quale, col passare del tempo, si infetta e Ramona perde un’unghia.

Successivamente va a lavorare in una tortillería ed era così piccola che non arrivava neanche all’altezza del pianale, per lavorare doveva stare in bilico su una cassetta di legno. Passavano i giorni e Ramona non aveva da mangiare e per saziarsi continuava a bere acqua affinché le passasse la fame. Non aveva tempo né soldi per la scuola. All’età di 13 anni la vita di Ramona cambia drasticamente: suo padre, l’unica persona che le voleva bene, la difendeva e non la picchiava, viene ucciso. In seguito a questo la madre si trasferisce in un pueblo, lasciandola sola a Città del Messico.

Ramona non si dà per vinta e va a lavorare a casa di una signora. Dopo qualche tempo la madre riesce a rintracciarla, ma il suo interesse era puramente economico: chiede infatti alla signora di inviarle il misero stipendio della figlia. Ramona rimane a casa di quella donna per più di un anno; anche se era trattata male e non riceveva da mangiare, non aveva altro posto dove vivere. A 14 anni, la madre torna nel D.F., si risposa e riprende con sé Ramona, ma le cose non migliorano. Un giorno, ormai esausta, mentre era nel negozio della madre, Ramona incontra un uomo e, con la speranza di un futuro migliore, gli chiede di poter scappare con lui. E così fece.

Purtroppo però, le sue speranze risultano vane: l’uomo, diventato suo marito, si svela essere una persona violenta e possessiva, dovuto anche al fatto che beveva molto. Ramona si ritrova a 15 anni sposata, con figli e con al fianco un uomo che la trattava peggio di un animale.

La sua vita aveva preso una determinata piega e cambiarla sarebbe stato inutile, ma quella dei suoi figli era ancora all’inizio e come ogni madre, sognava per loro un futuro migliore .

Desiderava che i figli andassero a scuola e ricevessero un’istruzione, in modo tale da avere la possibilità di trovare un lavoro e condurre una vita dignitosa. Decise di intensificare il suo lavoro come domestica, svolgendo turni doppi, in modo da aumentare il suo guadagno e poter mettere da parte i soldi necessari per l’istruzione dei figli.

Ovviamente, però, i suoi sogni erano in netto contrasto con le idee del marito.

Ma Ramona non si arrese neanche questa volta…

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