La figura più importante della famiglia è rappresentata dalla madre.
E’ infatti il punto di riferimento per il bambino ed è simbolo di forza di volontà e voglia di andare avanti.
Per comprendere questo punto, è necessaria una riflessione sulla situazione del nucleo familiare che, come abbiamo visto, generalmente, è composto dai genitori e tre, o più, piccoli.
Nella migliore delle ipotesi o il padre o la madre hanno un lavoro, ma, anche in questo caso, le condizioni economiche non sono sufficienti per condurre una vita “normale”.[1]
Inoltre, spesso il padre, per affondare i propri dispiaceri o per cercare di dimenticare almeno per un po’, la vita reale, si rifugia nei piaceri dell’alcool.
La sera, tornando a casa ubriaco, non sapendo con chi sfogarsi, maltratta moglie e figli. I bambini, troppo piccoli per capire cosa stia succedendo, subiscono impotenti l’ira del padre. La madre, nel cercare di proteggerli, ovviamente è costretta a subire, non potendo contrastare la forza fisica dell’uomo.
La percentuale delle donne maltrattate e picchiate ammonta oggi al 40% e, spesso, il motivo principale è rappresentato dall’opposizione del marito sul fatto che i figli frequentino la scuola[2]
La forza d’animo che le contraddistingue, però, permette loro di non arrendersi e di continuare a lottare. Ogni giorno accompagnano i figli all’asilo per poi andarli a riprendere nel pomeriggio.
Chi si occupa della frequenza scolastica è quasi sempre la mamma e di questo ce ne si può accorgere osservando l’arrivo quotidiano dei bambini a scuola.
Ma non dobbiamo cadere nell’errore di generalizzare perché, fortunatamente, non è sempre così. Esistono, infatti, casi di famiglie dove anche il padre si mostra collaborativo e interessato al futuro del figlio.
I genitori più favorevoli con il progetto scolastico di Doña Ramona[3], dimostrano la loro riconoscenza collaborando con le maestre.
Un esempio di questo è l’impegno che mostrano una volta al mese, quando si riuniscono nel patio dell’asilo per aiutare il personale scolastico nella pulizia delle classi e di tutti i giochi per i bambini.
[1] Normale in questo caso è da intendersi in paragone alla vita di una famiglia italiana media, dove ogni membro è in grado di soddisfare le proprie esigenze rappresentate anche dai beni superflui.
Queste famiglie arrivano, invece, a malapena al sostentamento alimentare pro-capite di base
[2] Cfr capitolo 1, paragrafo 1.3
[3] D.Ramona è la direttrice dell’asilo di Villalpando.La scolarizzazione per i bambini è stata una sua iniziativa ed ha partecipato attivamente alla costruzione della struttura. ( Cfr capitolo 1)
Nessun commento:
Posta un commento